Obesità infantile

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L’obesità può presentarsi già nella primissima infanzia, sebbene si tenda a collocarla più di frequente agli esordi della pubertà. Può rappresentare una conseguenza di crisi bulimiche, ma più spesso è conseguente ad una iperfagia determinata dal clima familiare. A differenza dell’anoressia, che si accompagna a iperattività e magrezza, l’obesità è stata spesso associata a passività; i bambini obesi sono infatti descritti come molli, apatici, timidi, pur essendo capaciti reazioni di prestanza sotto forma di collera improvvisa. Alcuni sintomi spesso associati all’obesità testimoniano la sofferenza psicologica che ne costituisce la base o, forse, la conseguenza: insuccesso scolastico e nella sfera sociale, inibizione, enuresi.

Clinica dell’obesità infantile

La problematica del pieno e del vuoto occupa un posto privilegiato nell’obesità, il bambino tenterebbe di colmare con il cibo mancanze avvertite a livello affettivo ed emozionale, ma anche di coprire, rafforzandole, le proprie inibizioni e insicurezze. L’obesità si trova di frequente in bambini con insufficienza mentale o psicotici, che tendono a ricercare soddisfazioni immediate, concrete e non simbolizzabili.

Il determinismo familiare e culturale è importante; non è raro infatti che esistano famiglie di obesi, in cui si intrecciano fattori genetici ed errate abitudini alimentari. Lo schema corporeo del bambino obeso è spesso alterato, tanto più quanto più precocemente si sia costituita l’obesità. Non è raro incontrare una rappresentazione distorta del proprio corpo, come filiforme. Rispetto alla definizione di sé sul piano dell’identità sessuale, nel bambino che si nasconde nel grasso prepubico l’obesità può rappresentare una protezione passiva contro le angosce di castrazione relative alla sessualità, mentre nella bambina può configurarsi come un’affermazione virile di sé tesa a negare la differenza rispetto al maschio e la mancanza.

Vita fantasmatica del bambino obeso

La vita fantasmatica del bambino obeso è spesso caratterizzata da un vissuto depressivo da cui il bambino tenta di proteggersi, in quanto l’assenza, il vuoto e la mancanza sono fortemente sentiti. Essa si lega a tematiche relative all’oralità e si accompagna spesso a fantasie aggressive di attacco e svuotamento, così come ad angosce persecutorie di fronte ad un mondo sentito come ostile e pericoloso. Spesso ciò comporta una regressione narcisistica in cui l’obesità diventa come un mezzo di affermazione di sé che, prendendo il posto dell’Io ideale, protegge dall’ambiente e si fa garante dell’integrità dell’Io.

Trattamento

Un trattamento che tenga conto solo della componente organica ed alimentare può, alla lunga, fallire; è spesso necessario integrarlo con un sostegno psicologico o con un trattamento psicoterapeutico.

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