“Il malato immaginario”: l’ipocondria

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L’ ipocondria, o  nevrosi  ipocondriaca, è un disturbo psicologico caratterizzato dalla presenza di una forte paura di avere una grave malattia fisica. Si riscontra una preoccupazione eccessiva per la salute, che può andare dall’attenzione esagerata nei confronti del funzionamento del corpo ad un senso di trasformazione delirante di esso. L’individuo, in preda ad uno stato emotivo di ansia, interpreta, distorcendole, sensazioni fisiche di malessere e/o dolore come prova di qualche malattia fisica. Alcune persone, persino di fronte ad inequivocabili prove cliniche di benessere e salute, sono convinte di avere una patologia così grave ed occulta che nemmeno gli accertamenti clinici più accurati sono in grado di rilevare.

L’ipocondriaco si presenta come un inquieto che costituisce la disperazione dei suoi numerosi medici, i quali non riescono mai a rassicurarlo. Si  lamenta  di disturbi  digestivi,  cardiaci,  genito-urinari, ma soprattutto dei disturbi della sensibilità interna (cenestesici). Teme  le malattie  più  gravi (cancro, leucemia,  infarto, aids  ecc.) ma gli esami clinici sono sempre negativi. L’ipocondriaco proietta le sue  paure sulla rappresentazione del suo corpo che diviene l’oggetto di somatizzazione dei suoi vissuti e delle sue ansie.

Vi sono inoltre i soggetti patofobici simili agli ipocondriaci, che hanno difficoltà a convivere con la presenza di una patologia organica accertata, che non minaccia di per sé la funzionalità e la qualità della vita, se costantemente curata e controllata, ma tuttavia genera all’individuo ansie e angosce di pericolo costante.

L’organo malato, nel tipo patofobico, si presta ad una sorta di nevrosi psico- organica, viene caricato di forte emotività ed investito di continue ansie e timori spaventevoli di aggravamento e di mortalità. Ne sono esempio alcuni soggetti che soffrono di ipertensione, di diabete, di gastrite, di scompensi tirodei, cardiaci, di forme asmatiche ecc.,  che hanno difficoltà a convivere psicologicamente con queste patologie.

Cosa nasconde la paura delle malattie?

In questi pazienti la paura di un’alterazione del corpo è l’espressione superficiale di un’angoscia profonda di cui va rintracciata la causa. Il corpo costituisce una parte dell’Io psicologico, ma anche il confine tra noi e gli altri, tra noi e l’ambiente. Pertanto, per il tipo ansioso e predisposto all’ipocondria, il corpo diventa uno scudo che protegge, ma che accusa i colpi degli urti psicologici che avvengono nei rapporti con il mondo, per i quali il nostro soggetto non è allenato. L’ipocondriaco è una persona sensibile soggetta all’ansia, con difficoltà relazionali di rapporto e di adattamento agli altri e all’ambiente. E’ timido, ha delle rigidità comportamentale e tende ad essere ossessivo per mitigare e controllare l’ansia che si genera nel vivere quotidianamente. Non tollera le frustrazioni che si creano nelle relazioni con gli altri, come se non avesse sviluppato un’immunità psicologica ed emotiva. In questo quadro usa senza volerlo il corpo come organo bersaglio della sua personale immaturità nel non riuscire a gestirsi le difficoltà della vita, predisponendosi alle sofferenze psicologiche e fisiche che generano angosce profonde e fobie.

Trattamento terapeutico

La psicoterapia può essere un utile sostegno per il soggetto ipocondriaco, avente l’obiettivo di comprendere a fondo le insicurezze e di irrubustire le difese psicologiche ed emotive dell’individuo, il quale, trascurando il disturbo, con il trascorrere del tempo rischia di ammalarsi davvero.

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