L’allattamento e le sue problematiche

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Il nutrimento è una funzione fondamentale fin dalla nascita, in quanto garantisce la sopravvivenza del neonato attraverso i riflessi di suzione e deglutizione. Tuttavia è possibile notare comportamenti differenti in ogni bambino nel ritmo nel succhiare, che può essere più rapido o più lento, con pause oppure ininterrotto.
Ci sono poi modi diversi di reagire alla frustrazione della fame: i bambini più intolleranti piangono e si disperano, altri tollerano questa tensione e rimangono tranquilli. Queste differenze in uno stadio così precoce dello sviluppo dipendono in gran parte dal temperamento dell’infante, ma nel corso dello sviluppo una parte importante la fanno anche le caratteristiche della madre e la capacità di rispondere alle esigenze del bambino.
Secondo diverse teorie psicoanalitiche l’interazione madre-bambino si struttura proprio sulla base dell’attività del nutrimento, su cui intervengono vari fattori.

La relazione madre-bambino e la costruzione dell’identità

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L’immagine che ognuno ha di se stesso viene costruita sulla base della relazione con gli altri significativi, (i genitori o chi ne fa le veci), ed a partire dall’immagine che questi altri ci rimandano di noi. Questo meccanismo di formazione dell’identità si chiama rispecchiamento, ed è stato ipotizzato e studiato nei bambini, sin dai primi mesi di vita, dallo psicoanalista Winnicott .
Nei primi stadi del suo sviluppo emozionale, il bambino è assolutamente dipendente dall’ambiente, costituito fondamentalmente dalle cure materne. Winnicott riassume tali cure nel concetto di “holding“ (“contenimento”),
che implica la capacità della madre di fungere da contenitore delle angosce del bambino. L’holding è la capacità di contenimento della madre sufficientemente buona, la quale sostiene fisicamente e psicologicamente il lattante, tenendo conto del fatto che egli non sa che esiste qualcos’altro oltre a Sé; la madre sufficientemente buona sa istintivamente quando intervenire dando amore al bambino e quando invece mettersi da parte nel momento in cui il piccolo non ha bisogno di lei. Le cure materne riescono magicamente a soddisfare i bisogni del piccolo, grazie all’identificazione e ad un adattamento quasi totale della madre (mediante le sue stesse esperienze di neonata) con quest’ultimo. Per tale motivo, all’interno dell’holding il bambino può sperimentare l‘onnipotenza soggettiva, ovvero la sensazione di essere lui, con i suoi desideri, a creare ogni cosa. Questa esperienza è necessaria ed indispensabile per il sano sviluppo dell’individuo, e può verificarsi soltanto all’interno di uno spazio fisico e psichico che possa permettere la sua espressione.